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giovedì 18 febbraio 2010

Hotel Belmar Cattolica: Federico Barocci e la pittura della maniera in Umbria



La mia passione per l'arte ed in particolare per la pittura, mi ha fatto spesso ragionare sul fatto , perchè i più grandi pittori siano nati nel centro Italia e in particolare sulle colline tra Umbria, Toscana e Marche. Non sarà stata sicuramente l'aria, ma l'ambiente sicuramente ha favorito la nascita di grandissimi personaggi, non sto a citare i nomi più famosi, ma anche il Barocci ai più forse sconosciuto, rappresenta quei grandi artisti che il nostro entroterra ha prodotto. Dove ci si muove dal piccolo borgo al alla cittadina o alla città è un grande Museo aperto, l'importante è conoscere e fare conoscere.

Federico Fiori, meglio conosciuto come Federico Barocci o il Baroccio, lavorò tra Urbino e Roma a cavallo tra il sedicesimo e il diciassettesimo secolo. Una mostra che prenderà il via a Palazzo Baldeschi al Corso di Perugia il prossimo 27 febbraio, ne ripercorre la carriera artistica, affiancando la sua produzione a quella di altri manieristi umbri.
L’allestimento, curato da Francesco Federico Mancini dell’Università di Perugia, si snoda attraverso quattro sezioni: Il Cristo deposto, L’Annunciazione, Barocci allo specchio, La miniatura baroccesca a Perugia. Presenta alcuni importanti prestiti come la Madonna della gatta della Galleria degli Uffizi, reduce da un recente restauro che l’ha riportata a nuova luce.
Integrano il percorso quindici dipinti della maniera in Umbria ed una vasta serie di miniature ispirate allo stile del Baroccio, prodotte nelle botteghe di Perugia. La mostra, visitabile fino al 6 giugno, si completa con il documetario di Fausto Dall’Olio sulla vita dell’artista urbinate, proveniente dagli archivi dell’Istituto Luce.




mercoledì 17 febbraio 2010

I Macchiaioli a Montepulciano




Dopo avere passato delle belle giornate al sole di Cattolica, non perdiamo l'opportunità di vedere la Mostra dedicata ai Macchiaioli a Montepulciano, e bere un buon bicchiere di Chianti.
La vicinanza a Cattolica di un entroterra cuore della cultura Italiana.
La notizia è trapelata proprio in questi giorni. Montepulciano, lo splendido borgo medievale situato a sud-est di Siena, ospiterà dal 24 aprile prossimo un grande evento espositivo dedicato ai macchiaioli.

L’appuntamento propone molti dipinti inediti provenienti da collezioni private. Più di cento opere con cui seguire, attraverso i Macchiaioli, un periodo storico di fondamentale importanza per l’Italia, quello che va dall’Unità d’Italia agli anni ‘20 del novecento.

Spazio ai grandi nomi e agli autori meno conosciuti (Fattori, Signorini, Lega, Gelati, Abbati, Borrani, Cabianca, Gioli, Boldini, Cannicci, Cecconi, Adolfo Tommasi, Nomellini) per una mostra che si lega indissolubilmente al territorio che la ospita. Montepulciano offre la bellezza della Val di Chiana, il paesaggio protetto dall’Unesco della Valdorcia, la gioia del Vino Nobile e, in estate, l’eccezionale appuntamento con il Cantiere d’Arte Inernazionale, un grande simposio dedicato alla musica e alle arti performative che va in scena da più di trent’anni ormai.

I Macchiaioli a Montepulciano (la mostra sarà presentata ufficialmente questo sabato 20 febbraio) sarà visitabile per tutta l’estate, fino al 24 settembre 2010, al Museo Civico - Pinacoteca Crociani e nelle attigue Logge della Mercanzia.

mercoledì 27 gennaio 2010

Mostre : 2010 nel segno di Caravaggio



Il 2010 delle grandi mostre sara' nel segno di Caravaggio, di cui si celebra quest'anno il quarto centenario della morte. Primo appuntamento il 18 febbraio alle Scuderie del Quirinale, ma poi ce ne sara' per tutti i gusti: non solo l'antico (dalla scultura ellenistica a Roma, a Forli' i fiori dal '600 a Van Gogh, a Ferrara Chardin) ma anche la pittura moderna con il ritorno di Munch, l'impressionismo e l''800 italiano. Non manchera' il '900 con de Chirico e Hopper.

E' in fase di organizazzione una mostra a Rimini su Caravaggio ed il '600 nel prossimo autunno.

sabato 14 marzo 2009

"Otium Ludens" Ravenna rivive l'Antica Stabiae


Dopo il grande successo riscosso al Museo Statale dell’Ermitage di San Pietroburgo e al Hong Kong Museum of Art, arriva a Ravenna - unica tappa italiana - la mostra “Otium Ludens – Stabiae, cuore dell’Impero Romano“. La mostra, organizzata da RavennAntica, dal Comune e dalla Soprintendenza archeologica dell’Emilia-Romagna, è curata dal prof. Pietro Giovanni Guzzo, Soprintendente Archeologo di Napoli e Pompei , dalle dott.sse Giovanna Bonifacio e Annamaria Sodo e organizzata dalla Regione Campania, Assessorato al Turismo e ai Beni Culturali, dalla Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei e dalla Fondazione Restoring Ancient Stabiae, con il coordinamento di 2smART.


L’esposizione propone 170 straordinari reperti tra affreschi, stucchi ed oggetti, tutti provenienti da 8 ville marittime dell’antica Stabiae. Di grande bellezza e suggestione sono, soprattutto, un centinaio di affreschi, alcuni stucchi e oggetti in bronzo recuperati lungo la collina stabiese di Varano, sommersa nel 79 dopo Cristo dalle ceneri del Vesuvio. L’esposizione sarà ospitata nel complesso di S. Nicolò dal 14 marzo al 4 ottobre 2009.

giovedì 26 febbraio 2009

Cattolica : aveva gli Hotel già prima di Cristo. Vocazione al turismo DOC.







Come abbiamo visto nei post precedenti, la particolare posizione di Cattolica,l'ultimo tratto di pianura padana,il dolce declinare delle dolci colline circostanti, delimita geograficamente un luogo adatto alla sosta ,al riposo, all'approdo sicuro e riparato.
Tutte queste peculiarità geografiche hanno avuto un risvolto fondamentale alla nascita e allo sviluppo storico di Cattolica sino ai nostri giorni, sono le stesse motivazioni che danno oggi a Cattolica quella unicità sulla Riviera Adriatica che si completa con la stupenda sceneggiatura che le dà il promontorio di Gabicce e tutto il Parco Naturale di S. Bartolo.La storia che a volte si unisce a leggende di una delle quali, l'esistenza di grotte sotto il territorio di Cattolica stessa, che mi ha sempre incuriosito, tanto che si dice che arrivino sino a Gradara.
Una esistenza documentata( un amico le ha viste personalmente) che però sfocia in tante diverse interpretazioni e leggende . Sicuro è che Cattolica da sempre è sinonimo di accoglienza,sicurezza.Le colline circostanti ci proteggono anche a livello meteorologico.Mio nonno un vecchio pescatore venuto a mancare circa 50 anni fà diceva appunto che Cattolica per le brezze della Valle del Conca e per l'orografia circostante, aveva un clima più fresco in estate e temperato in inverno, già differente dal clima di Misano o Riccione, per non parlare di quello della parte a Nord di Rimini. -"I vari ostacoli del viaggio presenti nel mondo antico portarono alla necessità di creare strutture attrezzate per l'ospitalità , per il rifornimento e il ristoro di uomini e animali. La mansio rappresentò il punto di partenza, attorno al quale si aggregarono costruzioni e attività artigianali che realizzarono piccoli borghi come nella antica Cattolica.La mansio ( un hotel primitivo) era una stazione per la sosta e il pernottamento e si distanziava a circa 1 giorno di viaggio da un'altra mansio, circa 30 miglia, le mutatio invece erano luoghi di sosta rapida per il cambio dei cavalli ed situate spesso in aperta campagna tra le mutatio.La mansio aveva sul retro uno spazio aperto, accessibile ai carri e agli animali con botteghe di fabbri ferrai.A piano terra c'erano i locali della taberna, una vera osteria dove poter bere e mangiare;le camere, se la mansio ne era provvista, erano al piano superiore.L' arredo era molto semplice; panche o sgabelli intorno ad un tavolo nell' osteria; un letto, un candelabro, un catino."
"Le indagini archeologiche condotte presso la Piazza del Mercato Ortofrutticolo hanno messo in Luce una serie di strutture di un insediamento romano che si trasformò nel corso di circa due secoli.La parte più antica sembrava avere funzioni produttive: tale sistema comprendeva tre vasche con pavimenti a spina di pesce, due delle quali costruite all'interno e la terza invece probabilmente posta all' aperto.Un sistema di canalizzazioni collegato ad un pozzo assicurava il rifornimento idrico. La presenza delle vasche ha fatto ipotizzare officine che avessero bisogno di grandi quantitativi di acqua ma in assenza di altri indizi non possiamo capire di cosa si trattasse esattamente.La ristrutturazione nel corso dell'età imperiale, tra la fine del I sec. d.C. e gli inizi del II, determinò un riassetto dei locali, la vasca con pavimento a spina di pesce venne riempita e chiusa, l'ambiente unico entro cui si trovava venne diviso in tre stanze; i piani dei pavimenti furono rialzati di almeno 50 cm. mentre il pozzo funzionò fino alla seconda metà del III secolo.Il pozzo romanoIl pozzo fu costruito nella prima età imperiale, il diametro era di circa cm. 90 ed era rivestito di ciottoli di fiume, disposti in doppio cerchio; aveva sezione circolare per tutta la struttura interrata, e sezione quadrata nella parte fuori terra; era posizionato nell'angolo tra due muri.Terriccio, macerie, ossa di animali, frammenti ceramici, metalli, furono trovate al suo interno al momento delle scavo; furono trovaste tante brocche, tutte assegnabili al III sec. Questo scavo ha consentito di chiarire qualche aspetto della storia antica di Cattolica: L'abbandono improvviso, nonostante fosse ancora funzionante, e le tracce di incendio rilevate negli scavi di Casa Filippini, potrebberoh far pensare ad una rapida fuga degli abitanti, come avvenne in altre località della Romagna in seguito ad alcune prime incursioni dei Barbari. ( i primi stranieri).Gli scavi di Casa FilippiniLa complessa e limitata lettura dei resti ritrovati all'interno del cortile di Casa Filippini, ha fatto in modo di avere una modesta conoscenza della città in età romana. Il rinvenimento si limita ad una serie di strutture, attribuibili ad impianti produttivi e ad una residenza:Una piccola vasca in laterizio, rivestita da un intonaco impermeabilizzante, forse appartenente ad un sistema di torchiatura, per il vino o per l'olio; il cortile si trasformò in una seconda fase con la creazione di due o tre pilastri in uno spazio porticato; incerto l'uso di un ampio focolare, riferibile ad altre attività produttive. Negli interventi antichi, in una terza fase avvenne la chiusura del porticato con una ripartizione degli spazi in vani, una trasformazione in residenza.Gli altri rinvenimenti nel 1968 in casa De Nicolò é stato scoperto un pavimento in mosaico monocromo fatto di tessere di pietra calcarea grigia; la vicinanza a casa Filippini potrebbe ipotizzare un collegamento. Alcune caratteristiche lasciano presumere che si trattasse di un abitato di tipo artigianale - produttivo.Un altro rinvenimento nella casa Filippini-De Nicolò: intonaci parietali dipinti, di qualità pittorica discreta,ne testimoniano l'appartenenza ad una domus ricca e agiata..Le tombe Attualmente il territorio é quello corrispondente ai comuni di Cattolica e di S.Giovanni in Marignano, oggetto di numerose segnalazioni di sepolture di età antica: inumazioni entro fossa o in cassoni in laterizio, o "alla cappuccina" isolate o ragruppate. Osservazioni che confermano un quadro di un popolamento agricolo organizzato su basi di tipo "centuriale", cui corrispondevano abitazioni di diversa grandezza disposte all'interno del podere o del fondo di appartenenza.A Cattolica, non si conoscono per ora aree cimiteriali vere e proprie, anche se si ha notizia di una necropoli posta in un punto che poteva corrispondere alla via Flaminia; l'unica tomba di cui resta una testimonianza é quella reinvenuta nel 1926 "lungo i Bastioni" al cui interno vennero trovati: la cassa di legno contenente uno spillone e 11 monete di bronzo che andavano dall'era dell' imperatore Adria (119-138 d.C.) a quells di Giulia Mamea (222-235 d.C.), madre di Severo Alessandro. "Bibliografia: Storia di Cattolica di M. CASTELVETRO e S. MEDAS, Soc. Editrice Il Ponte Vecchio Cesena